Approccio
terapeutico

Illustrazione approccio terapeutico

Utilizzo un approccio terapeutico non patologizzante che integra la solidità dell’Analisi Transazionale con l’innovazione della Terapia dei Sistemi Familiari Interni (IFS) e della Terapia Polivagale, quest’ultima fondata sulle neuroscienze.

Orientati alla comprensione profonda dell’esperienza umana, condividono un’idea di cambiamento che parte dal riconoscimento profondo del Sé.

Modelli terapeutici

L’Analisi Transazionale, fondata da Eric Berne, aiuta a comprendere i modelli relazionali appresi nel tempo, i ruoli automatici che assumiamo (come il Genitore, l’Adulto e il Bambino) e i “copioni” inconsapevoli che guidano le nostre decisioni e comportamenti.

Quali benefici offre?
Promuove e stimola la consapevolezza di se stessi. Rende infatti possibile comprendere e modificare quegli schemi relazionali che non funzionano più. Offre strumenti concreti per migliorare la comunicazione e la qualità delle relazioni. Favorisce l’autonomia, intesa come capacità di scegliere in modo libero e autentico.

L’IFS ci invita ad ascoltare e ad accogliere con rispetto ogni parte del proprio mondo interno: quelle fragili, ferite, arrabbiate, o vissute come “scomode” di cui talvolta ci si può vergognare.

Invece di combatterle impareremo a trattarle con curiosità e comprensione, scoprendo che ciascuna di esse ha un’intenzione positiva, anche quando causano sofferenza.

Perché è utile?
Trasforma il conflitto interno in risorsa, facilitando un dialogo interiore più armonioso e compassionevole. Il processo terapeutico aiuta a riconnettersi con il proprio Sé interiore, che può ascoltare, guidare e liberare le parti interne dai carichi che portano.

Ideata da Stephen Porges, la Terapia Polivagale si fonda sulle più recenti scoperte neuroscientifiche che spiegano come il sistema nervoso autonomo risponde agli stimoli esterni prima ancora ne siamo consapevoli.

Al centro di questa teoria c’è il nervo vago, fondamentale nella regolazione di funzioni vitali involontarie, come il battito cardiaco, la respirazione e il livello di allerta o calma.

La teoria identifica tre principali modalità di risposta agli eventi: uno stato di sicurezza e connessione (sistema ventrovagale), uno stato di allerta o fuga (sistema simpatico), e uno stato di spegnimento o chiusura (sistema dorsovagale).

Il percorso terapeutico mira a favorire la regolazione del sistema nervoso autonomo, riducendo ansia e stress e promuovendo un senso di stabilità e connessione, sia con sé stessi che con gli altri. Non si concentra solo sull’origine del sintomo, ma accompagna la persona a stare con ciò che sente nel presente, con gentilezza e presenza. E da lì può iniziare un cambiamento possibile.